Dettaglio mostra
18 settembre - 16 ottobre 2016
INTERNITA' contemplazioni
opere di Cristina Volpi a cura di Federico Sardella




Oltre trenta opere e piccole installazioni compongono l’esposizione che lo Spazio Arte Duina dedica a Cristina Volpi, artista il cui lavoro si nutre di tutto quanto la quotidianità  offre, rendendo evidente che l’esistenza è in bilico fra vita ed arte e che ogni azione, anche la più semplice o ripetibile, può essere essa stessa contemplazione



L’
INTERNITÀ è uno stato emotivo, fluido, irrefrenabile. Si ispessisce nel tempo del colore tracciato ripetutamente ad acquerello e declina in innumerevoli, possibili variazioni, generando un sistema linfatico, un apparato circolatorio capillare, nel quale fluisce l’aspetto più intimo del sentire i luoghi.

L’
INTERNITÀ è un quotidiano scorrere di pensieri fitti, di fili che recido dall’interno grazie ad una sorta di una potatura emotiva, vitale e necessaria. I pensieri, le emozioni, i sentimenti, le paure, le angosce, la gioia e la vitalità scorrono invisibili al nostro interno, si dispiegano e inseguono tracciando una mappatura interna liquida: “stato” fisso e mutevole al contempo di una cartografia emotiva unica ed irripetibile.

L’
INTERNITÀ è contemplazione e il suo senso più originario è già compreso nel termine stesso, ricco di dualità, contraddizioni e possibilità, coniato comprendendo possibili somme o sovrapposizioni simultanee.



Le opere di Cristina Volpi esposte in questa mostra, di diverse serie eppure tutte accomunate da un fil rouge evidente, nello Spazio Arte Duina sono così, alcune delle diverse possibilità di espressione e di mappatura del quotidiano al quale da sempre l’artista lavora. In esse è palpabile, come il Mito di Penelope narra, la laboriosità dell’attesa e la transitorietà delle forme, che ci giungono come tali ma che potrebbero essere anche diversamente, generate come sono da un calarsi nel proprio tempo totalmente.


Come le opere esposte suggeriscono, vista la materia della quale si nutrono, risulta evidente che per l’artista trovare e  raccogliere foglie, fiori e petali è una compulsione che si allinea all’esigenza di tessere una relazione tra micro e macro cosmo, tra un infinito nell’invisibile universo e un finito che si riflette e sconfina su un prato di erba, fiori e foglie. Alla domanda che forma ha tutto ciò che “ci circonda”, Cristina Volpi risponde: “un cerchio”… due punti invisibili: il punto di partenza, dove poggia la matita e parte la linea circolare, e il punto in cui si ferma. Dentro quello spazio c'è un terzo punto, quasi mai fermo, mimetizzato nel colore ad acquerello che stendo col pennello. Quel Terzo punto è qualcosa di estremamente intimo ed indicibile, se non internamente.




La mostra è accompagnata da un catalogo con un testo di Federico Sardella.







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